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GDPR Privacy Policy

L’onda lunga del GDPR

La seconda metà del maggio 2018 sarà ricordata per il GDPR, il regolamento generale sulla protezione dei dati entrato in vigore il 25 dello stesso mese.
I nostri account di posta elettronica sono stati bombardati da mittenti di cui ignoravamo addirittura l’esistenza, un’ondata di SPAM che ancora non è terminata ma che ci dà il vantaggio di rivedere i consensi che in passato abbiamo dato con leggerezza o per interessi temporanei.

L’obiettivo del GDPR è di tutelare il diritto delle persone ad avere il pieno controllo delle informazioni che le riguardano, in particolare su Facebook, Instagram, Twitter e ogni altro social o servizio online. In caso di violazione del trattamento dei dati personali, le sanzioni sono molto severe: fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato annuo mondiale registrato nell’anno precedente.
È da precisare che il dispositivo è vincolante per tutti: ci sono aspetti in cui il governo dei singoli Paesi europei può intervenire per adeguare, armonizzare il testo alle leggi statali ma il GDPR è un regolamento europeo e quindi non ha bisogno di una normativa nazionale per essere recepito.

Entro il 21 maggio il Governo avrebbe dovuto adottare il decreto legislativo di adeguamento della normativa italiana al GDPR ma non sono arrivati i due pareri delle Commissioni speciali. In mancanza di questa armonizzazione tra regolamento europeo e ordinamento italiano, per via di una proroga che scatta in automatico, il termine per il Governo diventa il 21 agosto 2018. 

Tuttavia, trattandosi di un regolamento il GDPR è efficace, è in vigore, e deve essere attuato con tutte le sue misure.

Il regolamento è composto da 99 articoli  e lo puoi consultare qui.

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