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Quando il fotoritocco è esagerato.

Come nel caso di ritocchi con il botulino e silicone, quando si comincia a modificare la realtà, nel tentativo di rendere più piacevole l’esistente, poi non ci si ferma più. Qualsiasi cosa diventa lecita, si riescono a costruire mondi fantastici che dal punto di vista artistico sono vere e proprie opere d’arte.
Ma quando si entra nella sfera commerciale il discorso cambia: ciò che si promette di vendere dovrebbe essere mantenuto, e il cliente deve trovare nell’acquisto ciò che cercava e aveva individuato in una fotografia di prodotto.
Spesso si arriva a capovolgere la realtà a causa della distrazione. Infatti, gli errori di questo genere sono causati dalla poca attenzione, dallo stress, dal poco tempo e dalla mancanza di aiuto. Onde evitare il danneggiamento del brand a causa di negligenza, è meglio farsi aiutare da un supervisore o da una persona esterna che sul progetto non ci ha mai lavorato, e per questo può trovare più facilmente le sviste. Un po’ come avviene per la stesura di un testo: il correttore di bozze individua a colpo d’occhio i refusi, le incongruenze, le stonature che lo scrittore, preso dalla vena creativa, non aveva colto.
Gli errori più frequenti che si scovano per l’uso esasperato di Photoshop si trovano nella moda. Chi lavora sulle fotografie di moda è circondato da uomini e donne che, più che rientrare in certi canoni di bellezza, hanno le misure che spesso nemmeno i manichini hanno. E così, all’interno di pagine pubblicitarie e riviste si trovano strafalcioni assurdi di corpi irreali.

Gli artisti dello spettacolo non sono da meno e alcuni si sono fatti prendere proprio la mano, scatenando la rabbia dei fan.
Altri brutti errori rientrano nella categoria oggetti e prodotti non proporzionati rispetto al mondo reale.
L’idea che il pubblico pensante potrebbe farsi leggendo tale messaggio è che il marchio abbia voluto esagerare con l’assegnazione di attributi positivi all’oggetto. E con un atteggiamento del genere, il potenziale cliente non farà mai il passo per diventare a tutti gli effetti cliente.
Le bugie si pagano a caro prezzo e non dovrebbero essere raccontate nemmeno nel fotogiornalismo, eppure ci sono sempre le riviste che vogliono condurre l’informazione nella direzione che preferiscono. Si trovano casi in cui la stessa fotografia appare in diverse riviste con degli elementi mancanti, per comunicare un messaggio diverso dalla realtà. Oppure, il caso più eclatante del fotogiornalista Narciso Contrerar che vince il premio Pulitzer con una fotografia manipolata.

Ultima grande categoria, che può comunque benissimo stare con la prima, è l’accostamento del corpo femminile a un qualsiasi prodotto destinato alla vendita. Si vuol far credere vendano di più gli articoli abbinati alla donna come testimonial, e certi imprenditori e graphic designer vogliono a tutti i costi inserirla, rischiando di attribuirle qualche deformazione fisica.
Viene enfatizzato il corpo della donna comunicando un’idea sbagliata di bellezza, ma vengono accentuati anche aspetti del corpo maschile per trasmettere un’idea errata della virilità. Ed è il caso della campagna Calvin Klein  del 2015, che utilizzava il giovanissimo Justin Bieber come testimonial, per poi gonfiarlo e farlo sembrare qualcun altro, nel rispetto dei canoni dettati dal mercato.
Poi c’è chi lancia un appello alla bellezza e dice no a Photoshop. È il caso di Desigual. Il direttore della comunicazione Daniel Perz ha spiegato: "Non seguiamo i trend e viviamo la diversità più come ispirazione che come posizionamento. La chiave del nostro successo è sempre stata la convinzione di voler vestire persone, non corpi". Un vero appello all’uso moderato di Photoshop!

Se siete curiosi di vedere altri errori imbarazzanti, nella consapevolezza di evitarli in futuro, il sito photoshopdisasters li raccoglie tutti. Se invece siete favorevoli a un uso moderato ma professionale, per voi c'è 4-CLIP, il portale automatizzato per lo scontorno e la post-produzione di immagini,  usato da brand nazionali e internazionali, agenzie di pubblicità e web, studi fotografici e aziende grafice.  4-CLIP include 12 servizi organizzati in pacchetti con diverse modulazioni di prezzi in base alle attività richieste e alla quantità di immagini trattate.


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